Antichi racconti

In viaggio da Parenzo a Salvore seguendo la voce del mare

Lungo le rotte che dal Levante portavano all’Italia, dall’Europa al Mediterraneo, s’incontra questa terra ricca e sfaccettata, cosparsa di resti di antiche colonie e municipi, acropoli fortificate e castelli, e punteggiata da mille fari che la notte, da secoli, si sussurrano l’un l’altro antiche leggende.

Porenzo, riuscito mix di cultura e nightlife

Magie architettoniche hanno luogo a Parenzo (Poreč), dove convivono, in miracoloso equilibrio, l’impianto ortogonale romano e gli stupendi palazzi in stile veneziano. Bizantina è invece la basilica paleocristiana del vescovo Eufrasio, dalla facciata mosaicata, che oggi è riconosciuta come monumento dell’Unesco. Parenzo, come le altre cittadine istriane, riesce anche in un’altra alchimia: quella di mescolare la sua anima antica con un’offerta turistica fra le più variegate. La notte di Parenzo si anima della musica dei night bar e delle discoteche, ma sempre all’insegna del tranquillo e romantico spirito “mediterraneo”.

Novigrad e Umag: il fascino della storia

Frutto di mescolanze ancora più ardite è Cittanova (Novigrad), cittadina il cui antico nucleo sorge su un isolotto unito con un ponte alla terraferma nel XVIII secolo. Le mura di cinta medievali custodiscono un’architettura che testimonia il passaggio di dominazioni diverse, dalla bizantina alla germanica, dalla veneziana alla napoleonica, dall’austroungarica all’italiana.
La piccola cittadina di Umago (Umag), invece, rappresenta la porta della Croazia verso l’Europa. Meta già molto amata dai Romani, oggi offre al turista, oltre al suo mare cristallino, la possibilità di andare alla ricerca di avventure nell’entroterra, praticando sport quali alpinismo e speleologia.

Il faro di Savlovore

Salendo ancora si incontra Salvore (Savudrija), che pare debba il suo nome a Otto, figlio dell’imperatore tedesco Barbarossa, il quale, tentando di nascondersi in una cisterna durante una battaglia contro le flotte riunite del papa Alessandro III, nel 1177, diede origine all’espressione “Salvo re”, poi, appunto, Salvore. Il borgo era la località di villeggiatura preferita dagli Austroungarici, come provano le numerose ville lungo la costa: a questo scopo è adibito il faro cittadino, eretto nel 1818, il più antico dell’Adriatico. Il territorio circostante è ricco di percorsi ciclistici, piacevoli da percorrere anche per i meno esperti, pedalando lungo antiche vie cosparse di resti romani e respirando il profumo della ginestra.


Testo di Veronica Trevisan – Pubblicato il 22 aprile 2010

Crediti fotografici: Ente nazionale croato per il turismo, Ente turistico della Regione Istriana/Igor Zirojevic

 

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