Felice natura

Viaggio a est di Venezia in una terra ancora incontaminata

Comprendere l’anima dell’Istria non è cosa semplice. Anche chi non conosce le vicende storiche di questi luoghi verrà colpito dalla sensazione che un filo sottile li unisca al vicino territorio veneto e friulano, soprattutto dell’area orientale e triestina. Si sente la presenza di attitudini e usanze comuni.

Dove la vita ha ritmi più lenti

Chi si ferma in centri come Parenzo (Poreč), Capodistria (Koper), Salvore (Savudrija), con il suo faro del 1818, il più antico dell’Adriatico, comprenderà subito l’assoluta indifferenza alle leggi imposte dai ritmi della modernità, e invece, la devozione all’attesa, alla quiete, alla chiacchiera addolcita dalla compagnia di delizie locali, quali prosciutti e formaggi – celebre quello, tondo e saporito, prodotto nell’isola di Pago (Pag). Qui le giornate sono scandite dal cammino del sole e seguono le ritualità secolari della vita contadina. Ai pescatori, che tornano solo alla sera dalle loro fatiche, rovesciando sui moli pesce argentato ancora guizzante, è invece sacra la cena. Qui minestre fumanti sono degna premessa di piatti di costolette di agnello e di ombolo, specialità di carne di maiale essiccata e strofinata con pepe e alloro. Fra le delizie gastronomiche ci sono anche le acquaviti, a base di mirtilli, prugne e mele, che spiccano nelle botteghe e nelle bancarelle, disposte in lunghe file di contenitori dai tappi colorati.

Le gemme del litorale

Portorose (Portorož) è forse l’unica cittadina dove si respira un’aria più modaiola.Incastonate nella selvaggia bellezza della macchia mediterranea sono i due gioielli di Pirano (Piran) e Umago (Umag), dove è piacevole perdersi nell’intrico di case color pastello, fra volte, cortili segreti ed eleganti palazzi barocchi. A Cittanova (Novigrad) sono ancora visibili i resti delle antiche mura venete, mentre a Parenzo, dove sorge la basilica di Sant’Eufrasio, patrimonio dell’Unesco per i suoi splendidi mosaici, sono numerose le abitazioni con finestre in stile gotico veneziano, come la casa dei Canonici, del XIII secolo.Una piccola Venezia si scopre in Rovigno (Rovinj), centro d’epoca preromana. Pola (Pula), invece, vanta altri primati. Città romana prima – sono ancora visibili l’anfiteatro, il tempio di Augusto e l’arco trionfale dei Sergi – e bizantina poi, vi si parla ancora diffusamente un dialetto veneto simile al triestino. La roccaforte della lingua italiana è Nova Gorica, controparte slovena di Gorizia, che custodisce, in una chiesetta annessa al monastero francescano, le tombe dei Borboni.


Testo di: Veronica Trevisan – Pubblicato il 22 aprile 2010

 

 

Fotogallery

 
 

Appunti di Viaggio

 

 

Per scrivere un Appunto di Viaggio, entra o registrati a Lifeandtravel.com